Pontetoro è fiducioso: < Segnali di ripresa»

«Da noi tornano i clienti insoddisfatti delle produzioni in Cina»

MONTEMURLO. Ripresa o “ripresina”. Si sono sentite queste parole ieri mattina alla Pontetorto, durante la visita della delegazione cinese guidata dal console Zhou Yunqi. A spiegarne i motivi Luigi Banci, uno dei proprietari dell’azienda fiore all’occhiello del panorama tessile montemurlese.

Tornano i clienti. «Può sembrare un paradosso ma la Cina si sta concentrando sempre di più sul proprio mercato interno strascurando l’export». Insomma, la Cina sembra guardare con maggiore convinzione in casa propria e i clienti tornano anche a Prato.

«Tornano da noi perchè insoddisfatti del trattamento ricevuto dai cinesi: su questo

non c’è dubbio e non c’è dubbio che per noi questo suoni come un segnale di ripresa aggiunge Banci – è una tendenza che noi percepiamo in modo marcato ed è importante per tutto il settore. Però non dobbiamo farci troppe illusioni, dobbiamo stare coi piedi per terra». Cautela quindi, ma alla Pontetorto le cose sembrano andare come sono quasi sempre andate: a gonfie vele. «Effettivamente dopo il calo accusato nel 2009, lo scorso anno abbiamo recuperato completamente quello che avevamo perso in precedenza – ammette il contitolare del lanificio – e il nostro portafoglio ordini è in questo momento davvero lusinghiero».

Fashion al femminile. Passata indenne o quasi la crisi, Pontetorto guarda adesso alla Cina con sempre maggiore interesse, soprattutto perchè da qualche tempo a questa parte sembra sbocciato il mercato del fashion al femminile. «E’ vero, finora i tessuti di alta gamma erano indirizzati soprattutto a una clintela maschile mentre adesso notiamo una grande richiesta anche per il fashion destinato alle signore

spiega Luigi Banci – quello cinese è un mercato che sarebbe stupido non considerare perchè ha potenzialità enormi. Abbiamo fatto degli incontri e non senza qualche difficoltà stiamo cercando di affermarci. Credo che in futuro potremo prenderci grandi soddisfazioni».

Pontetorto. Il lanificio Pontetorto fattura dai 50 ai 55 milioni d’euro all’anno. Del suo fatturato l’80 per cento proviene dall’export. Esportazioni divise tra i due tipi di produzione dell’azienda: quello fashion (55%) e quello tecnico (45%). Esportano anche in Cina ma non quanto fanno con l’America o il Giappone.

Alessandro Pattume

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