Prato. C’è una Prato che è un passo avanti. Una prato che nonostante la crisi continua a investire in ricerca e che produce tessuti a cinque stelle. A scovarla è stata l’organizzazione della fiera Premiere Vision che per la prima edizione degli “Oscar del tessuto”, i Pv Awards, ha inviato nella città tessile sette nomination per altrettante aziende. Una selezione effettuata su migliaia di campioni.

 

Le aziende cha hanno avuto una nomination per un proprio tessuto sono 62, arrivano da tutto il mondo, e sono state scelte fra le 700 aziende che esporranno alla fiera francese. Prato sarà in gara con ben sette aziende. Già un buon piazzamento. E la vera novità è che la squadra del distretto ( Texapel,lanificio Rafanelli, lanificio Breschi, lanificio di Vaiano, lanificio Luigi Ricceri, lanificio Rosestein, Milior e Pontetorto) vede realtà imprenditoriali molto note e di grandi dimensioni ma anche lanifici con una manciata di dipendenti anche se con fatturati milionari e un buon curriculum fra gli addetti ai lavori.

Il comune denominatore di tutti i tessuti selezionati è il fatto che si tratta di prodotti innovati ma che alla base hanno lavorazioni già note alla tradizione tessile toscana.

I premi saranno quattro e i nomi delle aziende vincitrici saranno resi noti venerdì 18, ultimo giorno della fiera tessile parigina. Quattro premi quante le selezioni individuate: il tessuto più singolare e più simbolico per la moda del futuro, quello che stimola maggiormente sensi ed emozioni per le qualità tattili, il più tecnologico e innovativo e infine, quello più audace, tecnico e con particolare decorazione o finissaggio. La giuria è presieduta da Veronique Nichanian e composta da otto protagonisti della moda mondiale: Fabrizio Flaccomio, responsabile ricerca tessuti per Prada, Olivier Horton, giornalista, Hirofumi Kurino, senior advisor per United Arrows, Nicolas Lepoutre, coordinatore della ricerca materiali per Luis Vuitton, Florence Muller, docente all’Ifm di Parigi, Marc Ossedat, stilista per Le Printemps, Kevin Tallon, creative intelligence di Central Saint Martins e Pascaline Wilhelm, direttrice moda di Premiere Vision.

Il lanificio Breschi è stato selezionato «per un tessuto audace, in puro cachemire, tinto a mano con una tecnica speciale a chiazze». Rosestein invece è in nomination per un tessuto molto leggero con una screziatura jaquard. «Una sorta di richiamo al gusto batik», spiegano dall’azienda.

Il lanificio di Vaiano è in lizza per un tweed fantasia lavorato con 10 fili. «Un tessuto molto ricercato – spiegano – ed estroso».

Per Pontetorto la stoffa scelta è un classico: «Una lavorazione pratese tipica degli anni Settanta che noi presentiamo in un peso di appena 360 grammi al metro lineare». Da Rafanelli si trova invece un tessuto double face con un lato lavorato in aguglieria. Milior invece rivisita un tessuto stretch per pantaloni da sci di una vecchia collezione inserendo la lana. «Un articolo assolutamente non facile se un’azienda non ha storia e tradizione», spiegano dalla fabbrica di via Pistoiese.

Ilenia Reali